AIMFI alla seconda riunione informale

I lavori dell’1 ottobre 2016 sono iniziati con una richiesta collettiva di lavorare tutti insieme e in modo sinergico tra le sigle, dando la giusta motivazione al tavolo dei lavori.

Si è ricordato che le azioni intraprese singolarmente dalle associazioni prima della data odierna possano proseguire, AIMFI ha precisato però che non devono essere in conflitto con quelle prese successivamente tutti insieme… sarebbe illogico.
Si è proseguito poi con la presentazione e un riassunto delle sentenze degli ultimi anni, la spiegazione di come oggi si sia arrivati alla necessità assoluta di fare fronte comune per avere più credito soprattutto nei riguardi della commissione oggi incaricata a riformare le professioni sanitarie.
È parso a tutti chiaro che la vera parte inadempiente a oggi sia stato il Ministero della Salute che mai ha risolto i vuoti e le ambiguità che lui stesso ha creato ai danni della nostra figura, ma sommando nel tempo, con tentativi maldestri, vuoti su vuoti, conflitti su conflitti.
Solo le sentenze dei TAR e del Consiglio di Stato hanno impedito una ingiusta scomparsa della nostra professione nel panorama delle figure professionali.

  • Si è deciso di chiedere con una unica voce un incontro al Ministero e/o alla commissione in base ai percorsi e canali già aperti dai singoli presidenti e segreterie dei presenti.
  • Si è altresì compreso la necessità di intraprendere discussioni con partiti politici in grado di tutelare e chiedere il rispetto della legge 403/71.

Una precisazione degna di nota è la segnalazione fatta da AIMTES dove si capisce che la legge 43/2006 è l’origine del cambiamento sulla nostra inquadratura da profilo sanitario a profilo di interesse sanitario, dove si afferma erroneamente che solo le figure universitarie (create dallo stato) possano essere intese come tali e i titoli o percorsi “regionali” solo di interesse sanitario.
Da qui la necessità di aggredire in modo deciso tale corto circuito che declassa ingiustamente la nostra figura e riportare la giusta nomenclatura del nostro profilo al Ministero.
Altra notizia degna di nota è che al momento attuale la nuova riforma Lorenzin prevede la formazione di un albo e/o registro per ogni professione sanitaria.

Dopo una attenta discussione sul percorso formativo del massaggiatore massofisioterapista sono nate le prime divergenze: AIMFI si è opposta in modo categorico a qualsiasi decisione di chiusura sia delle scuole che del canale formativo che comporterebbe di conseguenza a un esaurimento professionale del massaggiatore massofisioterapista, in una frase: “vogliamo garantire ai nostri stessi figli di poter seguire le orme dei padri”.

Non è accettabile impedire alle future generazioni di poter scegliere di lavorare come massofisioterapisti in cambio di un lascia passare a quelli esistenti nell’oggi.

Su questo tema delicato e controverso si è deciso di ridiscutere tutti insieme in un futuro incontro, magari sapendo quali potranno essere le proposte ministeriali alle associazioni.

  • La visione di AIMFI comunque è quella di elevare i requisiti richiesti per i corsi ma non di chiuderli.
  • Di avere scuole apertecompetentidegne del prestigio, della storia e del patrimonio (unico) del massaggiatore massofisioterapista nel panorama delle professioni, garantendo una autonomia professionale degna di tale nome.
  • Altresì AIMFI precisa la necessità di venire in possesso della “tessera azzurra“. Proposta che ha accolto un giusto consenso e che si otterrà in automatico con la riabilitazione al Ministero.

Al termine delle linee guida è intervenuto telefonicamente il rappresentante del SIMMAS, unico assente all’incontro per motivi personali (non mandando nessuno a sostituirlo), messo al corrente sul punto dei lavori si è convenuto di riaggiornarsi dopo la stesura di un protocollo di intesa scritto singolarmente, dove ognuno precisava i punti in comune intravisti e condiviso tramite email ai colleghi presenti e/o alle loro segreterie con l’intento di ottenere una visione più ampia possibile dei punti in comune.

Si è respinto invece, da parte di AIMFI e AIMTES, un verbale già scritto un giorno prima e presentato dal CEM con tanto di richiesta di firma al momento.

Per AIMFI, Antonio Olivieri